Pillole per scrittori editing, personaggi, scrittura

Tre semplici esercizi per caratterizzare un personaggio

La caratterizzazione dei personaggi di un romanzo, un racconto o qualsiasi tipo di testo è fondamentale per assicurare l’attenzione del lettore. Scrivo da diversi anni e ho avuto modo di lavorare all’editing professionale di alcuni miei lavori, e proprio in queste occasioni ho imparato molto sull’argomento. Ho pensato di proporti tre semplici esercizi per facilitare la creazione dei tuoi personaggi: ti va di scoprirli?

Dimmi come ti muovi e ti dirò chi sei

Spesso capita di leggere descrizioni di personaggi estremamente statiche, liste di aggettivi che però poco comunicano al lettore, che di fatto ha bisogno di partecipazione.

“Chiara era molto bella.”

D’accordo, ma che cosa vuol dire?

Spesso le informazioni principali su un personaggio vengono espresse da ciò che fa, da come si muove. Se è un tipo agitato, ad esempio, camminerà in modo diverso rispetto a uno tranquillo. Certo, puoi dire che Marco è un ragazzo energico, ma sarebbe molto meglio se facessi vedere al lettore com’è Marco.
Nel teatro la costruzione del personaggio è molto fisica: l’attore ne fa esperienza diretta, lo definisce muovendosi, parlando, percependo le sue stesse emozioni, lo arricchisce con dettagli che fanno parte della sua quotidianità. Perché non fare la stessa cosa con i protagonisti di un romanzo?

Ti propongo questo primo esercizio. Scegli un’ambientazione, di qualsiasi tipo (la strada di una grande città, un supermercato, la metropolitana ecc.), non necessariamente collegata al libro che stai scrivendo. Il tuo personaggio si trova proprio là: che cosa fa?
Immagina di essere una telecamera che lo segue passo per passo e descrivi ciò che accade, come fossi un cronista. Interagisce con le persone? Come si muove? Prendi nota di tutto ciò che “vedi”, senza tralasciare nulla: il modo in cui se ne sta in attesa della metro, se ascolta musica in cuffia mentre cammina, se guarda per terra oppure dritto davanti a sé ecc. Mettilo in situazioni particolari: incontra un vecchio compagno del liceo, aiuta un’anziana signora a prendere un pacco di spaghetti posto troppo in alto per lei, fa la fila all’ufficio postale. Come reagisce di fronte a ciò che gli capita? Ha un atteggiamento positivo perché tendenzialmente è fatto così o reagisce con nervosismo perché è una persona agitata, che scatta come una molla per un nonnulla?

Alla fine avrai uno spaccato di vita quotidiana del tuo personaggio che ti racconterà moltissime cose su di lui, che ti saranno molto utili per descriverlo nel tuo libro senza ricorrere alla solita sfilza di aggettivi fisici.

L’abito non fa il monaco… o forse sì

C’è chi descrive minuziosamente l’abbigliamento dei propri personaggi, dal capello alle scarpe. Io non amo questo espediente narrativo, mi limito allo stretto necessario per dare un’idea utile a ricostruire il contesto (una festa piuttosto che un’uscita con le amiche).

Questo esercizio invece prevede che tu osservi con attenzione il tuo personaggio e descriva nel dettaglio che cosa indossa, non per dare un senso al contesto in cui si svolge una scena, ma per far capire a chi legge che tipo è. L’abbigliamento, si sa, dice molto su una persona: è un uomo che ha cura per i propri vestiti? È una donna sofisticata o casual? Ama gli accessori? Se sì, di che tipo sono? Collane etniche o fili di perle? Capellino da baseball o cappello alla Humphrey Bogart?

Immagina di essere il personal shopper del tuo protagonista: che cosa gli consiglieresti di acquistare?

Parla come mangi!

I nostri personaggi non parlano solo con il corpo, spesso dialogano con qualcuno o con se stessi. Il modo in cui si esprimono, le parole che scelgono sono informazioni preziose sul loro modo di essere. Assodato che il dialetto e il gergo vanno bene solo se funzionali al genere di testo che si sta scrivendo, ci sono molti altri dettagli espressi dal parlato: il tuo personaggio si esprime con energia o pesa tutto ciò che dice, nel timore di risultare inopportuno? È timido o molto socievole?

Immagina una scena molto banale, che può essere anche la descrizione di ciò che hai fatto da quando ti sei alzato stamattina fino a quando sei arrivato al lavoro. Adesso scrivila come se a raccontarla fosse il tuo personaggio. Scegli le parole che userebbe lui, prendi nota del tono che usa, dove guarda mentre parla? Entra nella situazione al punto di riuscire a sentire la sua voce: com’è? Morbida o piuttosto ruvida? Il suo tono di voce è forte o quasi sussurrato?

E tu? Come fai a caratterizzare i tuoi personaggi? Ti va di lasciare qualche esempio nei commenti?

Con un sorriso,
Antonella Arietano

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