Pillole per scrittori

Tre semplici esercizi per caratterizzare un personaggio

La caratterizzazione dei personaggi di un romanzo, un racconto o qualsiasi tipo di testo è fondamentale per assicurare l’attenzione del lettore. Scrivo da diversi anni e ho avuto modo di lavorare all’editing professionale di alcuni miei lavori, e proprio in queste occasioni ho imparato molto sull’argomento. Ho pensato di proporti tre semplici esercizi per facilitare la creazione dei tuoi personaggi: ti va di scoprirli?

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Pillole per scrittori

Non dire, mostra!

In questi giorni ho iniziato la rilettura di una novella che vorrei pubblicare entro l’anno, “Selkie”. Trovo significativo il fatto che, arrivando dall’editing di due racconti (a opera di LCS Servizi Editoriali), l’occhio con cui faccio scorrere le mie pagine è allenato a focalizzarsi su quei punti critici già oggetto di correzione nei testi precedenti. Mi capita quindi di imbattermi in un cambio non intenzionale di PDV e intervenire per modificarlo, oppure di eliminare gli avverbi in -mente (di cui devo imparare a moderare l’utilizzo, come dicevo tempo fa in questo articolo sui miei errori ricorrenti). Insomma, sono contenta di rendermi conto che sto letteralmente imparando dai miei errori, quindi il lavoro della mia editor non è stato vano!

Uno degli errori che sto cercando di correggere è quello di ricorrere troppo spesso al binomio verbo-aggettivo o nome-aggettivo per descrivere le situazioni, o di descrivere le situazioni senza mostrarle. Un esempio che mi ha fatto notare la mia editor:
“Non bevi il tuo caffè?” le chiese Dana con dolcezza.

(Okay, confesso di aver modificato l’esempio subito dopo averlo scritto, perché mi sono resa conto di aver inserito un dolcemente di troppo! XD)

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Cinque errori che saltano all’occhio in fase di editing

Mi è capitato più volte di lavorare all’editing di un mio romanzo, effettuato da una persona professionista, e posso dire che ogni volta ho imparato molto. Se sono riuscita a comprendere davvero alcuni aspetti tecnici della scrittura (e non solo), lo devo principalmente al fatto di aver avuto l’occasione di ricevere gli spunti e le correzioni di un editor.

Questo non vuol dire che io sia riuscita a eliminare errori e imperfezioni, ritengo peraltro che sia impossibile scrivere un testo assolutamente pulito. Vuol dire che adesso faccio più attenzione a certe cose, perché sono più consapevole dei miei punti deboli e sto imparando come sarebbe meglio gestire alcuni aspetti della mia scrittura.

Ci sono errori che ricorrono più di altri, me ne rendo conto ogni volta che metto mano alla revisione a seguito di un intervento di editing. Vediamo quali sono, e chissà che leggendoli non ci sia qualcuno tra voi che possa trovare uno spunto utile.

Questione di PDV (o POV)

Non c’è niente da fare, pur avendo capito come funziona il PDV (punto di vista, POV in inglese) mi capita ancora spesso di passare erroneamente da un personaggio a un altro. Cerco di rimanere focalizzata nella mente del protagonista, spesso mi correggo in fase di stesura perché mi rendo conto di stare esprimendo un sentimento o un pensiero appartenente a un altro personaggio, ma uno scivolone capita sempre.

Non è facile mantenere un PDV costante. Quello che faccio per aiutarmi a non sbagliare è continuare a ripetermi: “che cosa pensa il mio protagonista? Questa cosa può vederla/sentirla/provarla lui o gli sto attribuendo qualcosa che appartiene a qualcun altro?”.

A volte provo a mettermi nei panni del personaggio detentore del PDV, mentre rileggo ciò che ho scritto, e se trovo qualcosa che non potrei vedere, sentire o provare al posto suo significa che ho sbagliato. Allora modifico la frase cercando di correggerla (e riesco a sbagliare comunque, quindi fate come me, non demoralizzatevi).

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