Diario di una scrittrice all'epoca dei social, I miei romanzi Ali di farfalla, Parigi

A spasso per Parigi #1

Il mio romanzo Ali di farfalla è ambientato nella splendida Parigi, città che ho sempre amato molto. Descriverne le vie e i quartieri è stato un po’ come riviverla, ripercorrerla insieme ai miei personaggi e conoscerla di nuovo. L’occasione di una vacanza nella Ville Lumière, durante la settimana di Pasqua del 2019, non avrebbe potuto essere più ghiotta: il mio romanzo era appena stato pubblicato da Triskell Edizioni, e io mi sarei divertita a fotografarlo in quegli angoli parigini che hanno fatto da sfondo alle vicende di Catherine, Colette, Daniel e Alexandre.

È stato davvero divertente girare libro alla mano, mentre passanti curiosi ci guardavano scattare foto anche un po’ strane! In questo articolo ripercorrerò la prima parte di quel viaggio con Ali di farfalla, la seconda arriverà a breve. Spero che vi piacerà seguirmi e scoprire estratti e curiosità sul mio libro. 😉

Il Pont au Double

Le vicende di Ali di farfalla cominciano proprio laggiù, nei pressi del Pont au Double, che si intravede in lontananza. È lì che Catherine viene investita da una bicicletta, mentre sta per attraversare la strada verso Quai Saint Michel insieme a Colette, lasciandosi la splendida Nôtre-Dame alle spalle.

“Ci trovavamo dalle parti di Nôtre-Dame, stavamo per attraversare il Pont au Double dirette al Quai St. Michel. Lei è rimasta indietro per salutare una sua amica incrociata per caso dopo anni che non la vedeva, io sono andata avanti. Non ricordo assolutamente nulla di quel momento, ma stando a quanto dice lei, mentre attraversavo col semaforo verde a mio favore, una bicicletta (dico, una bicicletta!) mi ha urtata facendomi cadere. Non sarebbe stato così grave se non avessi battuto malamente la testa. Ditemi se è possibile finire in coma cinque mesi per un incidente del genere.”

Sono arrivata a Parigi nemmeno una settimana dopo l’incendio della cattedrale, per cui tutta la zona attorno all’edificio era praticamente blindata. Sul Pont au Double non si poteva passare, era presidiato dalla polizia; mi sono accontentata di fotografarlo da lontano, dal Pont Neuf per la precisione, con Nôtre-Dame che si intravedeva dietro, sulla sinistra; a quella distanza le impalcature si notavano appena, ci si poteva quasi illudere che nulla fosse successo.
Nei pressi del Pont au Double c’è una fermata del Batobus, ma di questo vi parlerò più avanti… 
Dopo aver scattato questa fotografia siamo passati davanti a un piccolo laboratorio di bijoux artigianali, che, stando a quanto riportato sulla vetrina, esiste dal 1920; il mio compagno mi ha regalato un paio di orecchini semplici, ma d’effetto.  😉

Un giro sul Batobus

Non è stata la mia prima vacanza a Parigi, ma è stata la prima volta che sono salita su un Batobus!
I Batobus sono davvero comodi e uniscono il gusto di un giro lungo la Senna alla comodità di poter scendere e salire presso alcuni punti di maggior interesse turistico, la Tour Eiffel e il Louvre, per citarne un paio. Con un comodo biglietto (nemmeno eccessivamente caro, soprattutto se si opta per un biglietto famigliare) si può girare per tutta la giornata, salendo e scendendo a piacere. Il mio Ali di farfalla era con me anche durante il viaggio…

Rue de la Huchette

Durante i cinque mesi in cui è stata in coma, Catherine ha vissuto in una specie di sogno una nuova vita al fianco del meraviglioso Michel, talmente bella e perfetta da renderle difficile il risveglio nella realtà. Era tutto troppo vero per essere semplicemente frutto della sua attività onirica. Decisa a trovare Michel, che è convinta esista davvero, lei e la sua migliore amica Colette si mettono alla ricerca del ristorante in cui, stando ai suoi ricordi del periodo del coma, dovrebbe lavorare. Questo le porta a percorrere le strade del coloratissimo Quartiere Latino.

Siamo arrivati in Rue de la Huchette un pomeriggio in cui la pioggia prevista aveva dato forfait, regalandoci un bel sole che ci aveva spinti a spasso lungo il quartiere di Saint-Germain-des-Prés fino ai Jardin du Luxembourg (che vi presenterò nella seconda parte). Questa via ricca di bistrot e ristoranti è rimasta come la ricordavo: animata, vivace, permeata di profumi e di colori. Nessuna meraviglia che Catherine e Colette riescano a divertirsi, nonostante l’ansia di trovare il fantomatico Michel.

“Non posso dire che non sia divertente, specialmente all’inizio. Battiamo ogni vicolo, ci infiliamo in ogni straduccia nascosta tra i palazzi e finiamo per scoprire bistrot e locali tipici dei quali non immaginavamo neanche l’esistenza. Ci concediamo una porzione di falafel à emporter e sbricioliamo ridendo come adolescenti per tutta Rue de la Huchette. Ci permettiamo una capatina in un graziosissimo negozietto di artigianato, resistendo alla tentazione di portar via una buona parte degli oggetti esposti (io sono tentata oltremodo da un appendino per strofinacci ricavato da una forchetta), e cediamo persino alla tentazione di un gelato più grande di quanto avremmo voluto da Amorino. È solo verso metà pomeriggio, quando il sole inizia a calare e l’aria autunnale ci sferza il viso, che mi rendo conto di non aver trovato Michel. Non ancora, perlomeno.”

La strada da Rue de la Huchette a Nôtre-Dame è breve, infatti di lì a poco ci siamo trovati nuovamente lungo la Senna, diretti al Pont Neuf, da cui ho scattato la foto che vi ho mostrato poco sopra. 

Per stavolta ci fermiamo qui! Riprenderemo il nostro viaggio la prossima settimana, in un nuovo articolo a spasso per Parigi.

Siete mai stati nella Ville Lumière? Vi è piaciuta? Vi va di condividere qualche ricordo con me? Fatelo pure nei commenti, vi leggerò con gioia e ricorderò con affetto la mia città del cuore! <3

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