Diario di una scrittrice all'epoca dei social Diario, Emozioni

Un posticino nel cuore

Il cuore umano può essere tanto grande quanto angusto. In un cuore solo possono trovare spazio tante cose: emozioni, amori, dispiaceri. Anche i ricordi, sì, perché è il cervello a immagazzinarli, ma è il cuore che li rende veri, quando si affacciano tra le pieghe del nostro presente: il cuore si gonfia, accelera, si appesantisce oppure diventa leggero come una piuma. E mi viene in mente la piuma di Forrest Gump, che lui seguiva con lo sguardo finché il vento non la portava via.

Ci sono anche le persone, nel nostro cuore. Persone che ci accompagnano giorno dopo giorno e che regolarmente occupano i nostri pensieri, persone che vediamo poco e tuttavia portiamo con noi, persone che hanno fatto parte del nostro percorso ma hanno cambiato strada.

E poi, ci sono le persone che non ci sono più.

Ho riservato un angolo preciso del mio cuore per tutti coloro che ho amato e se ne sono dovuti andare. Ognuno è legato a ricordi speciali, perle preziose che talvolta tiro fuori dalla mia scatolina, come fanno i bambini, per creare splendide collane da indossare per un minuto o per una giornata. Una perla per ogni ricordo piacevole. Forse sono questi i pensieri magici che permettono di volare, con un pizzico di polvere di fata.

C’è un angolino speciale anche per i bimbi che non ho potuto stringere fra le braccia. Non li ho mai conosciuti, ma resteranno parte di me, per sempre. Una volta una persona mi disse che i bambini non nati hanno bisogno di un ultimo gradino sulla via della loro evoluzione spirituale: devono sentirsi semplicemente desiderati. Perciò le mamme di questi piccoli dovrebbero sentirsi onorate, per aver permesso a un’anima di compiere un passo importante lungo il suo percorso. Che ci si creda o no, all’epoca questo aneddoto mi aiutò moltissimo; oggi lo rammento con affetto, usandolo come si fa con una fiaba per scacciare le ombre dalla mente di un bambino.

Il viaggio compiuto in compagnia di questi bimbi, fragili come farfalle, breve o lungo che sia, lascia un vissuto, un’emozione, un’impronta. Rimane per sempre. Ci sarà sempre il rimpianto, ma piano piano sarà accompagnato da quella sana rassegnazione che permette di guardare avanti, affinché il ricordo non diventi una prigione.

Il cuore umano può essere infinitamente grande. Il cuore di un genitore può esserlo anche di più.

Antonella Arietano

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