Pillole per scrittori

L’arte della recensione

Molti scrittori si cimentano, prima o poi, nel complesso compito di recensire un romanzo. Ho curato un blog dedicato alle recensioni dei libri che leggevo dal 2011 al 2017, Libri e Sorrisi: lo trovavo divertente, anche se dopo tanti anni iniziavo a sentirmi legata alla necessità di recensire, per cui mi pareva di perdere un po’ il piacere della lettura. Inoltre, le richieste di recensione da parte di scrittori esordienti erano diventate decisamente troppe, e io ero da sola, mi sentivo sotto pressione e per questo piano piano ho smesso. Ho lasciato il blog online per la consultazione, ma non ho aggiunto nuovi articoli. Qualche mese fa, però, non ho resistito alla tentazione e mi sono messa a disposizione per recensire sul blog Sil-ently Aloud. Lo trovo più distensivo, perché non devo occuparmene come se fosse il mio.

Recensire mi piace, soprattutto se posso farlo senza stress. Mi rendo conto, d’altro canto, della responsabilità che comporta commentare i libri e dare un proprio giudizio, quantunque soggettivo: finché si tessono le lodi dello scrittore, tutto va bene, ma appena si inizia a esprimere un parere meno lusinghiero… ecco, a quel punto il gioco si fa duro, e qualche volta piovono lamentele a difesa del capolavoro incompreso.

Sono solita leggere recensioni, per curiosità o magari perché devo decidere se leggere o meno un romanzo. Sono piuttosto critica: recensire non è facile e bisogna farlo bene, soprattutto perché, come dicevo poco sopra, il recensore ha una certa responsabilità, che oserei definire duplice, poiché si compie nei confronti degli autori, ma anche dei lettori che si fidano dei suoi commenti. Ci sono recensioni che mi fanno storcere il naso, perché risultano troppo frettolose e poco accurate, ma non è di queste che vorrei parlare.

Come si scrive una recensione?
Non esistono linee guida predefinite. Posso dirvi come faccio io, ma si tratta del mio punto di vista, quindi non escludo che esistano altri modi altrettanto efficaci per recensire.

Quando inizio la stesura di una recensione, seguo essenzialmente alcuni punti chiave, a mo’ di scaletta.

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Albi illustrati

Ondine

Titolo: Ondine
Autore e illustratore: Benjamin Lacombe
Editore: Rizzoli
Collana: Album
Formato: copertina rigida
ISBN: 978-8817064606
Anno: 2013
Pagine: 42
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Ho una vera e propria passione per le splendide illustrazioni di Benjamin Lacombe: i suoi personaggi con i grandi occhi espressivi e le ambientazioni fiabesche catturano la mia immaginazione, mi trasportano nella storia come se ne facessi parte, mi spingono più volte a soffermarmi su di esse, a scrutarle, ad accarezzarle perfino. Sono dei capolavori, ritengo un privilegio il fatto di poter collezionare le sue opere nella mia libreria.

Questo albo illustrato, Ondine, è un vero e proprio gioiellino. Si tratta di una fiaba ispirata alle figure leggendarie delle ondine, creature fatate che si dice abitino presso le fonti d’acqua e riescano a stregare gli uomini. Narra la storia del cavaliere Hans di Ringstetten, che un giorno si smarrisce nella terribile Foresta Nera e viene accolto da una coppia di anziani contadini. Fa anche la conoscenza della figlia adottiva della coppia, Ondine, che è una ragazza vivace e dal carattere alquanto difficile. Sarà l’amore per il giovane cavaliere a tramutarla in una creatura dolce e gentile.
Hans e Ondine decidono di sposarsi, ma lei cela un segreto che potrebbe segnare il loro futuro. Riusciranno a superare ogni difficoltà grazie al loro amore?

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