Diario di una scrittrice all'epoca dei social

Nomi, città, cose, persone: una mappa per trovarli e nella trama collegarli

Ambientare un romanzo in luoghi che si conoscono molto bene non è sempre possibile, a volte non lo si desidera nemmeno: si preferisce spaziare oltre i confini conosciuti e spingersi più o meno lontano. Se si crea un mondo di fantasia si può spaziare con l’immaginazione senza timore di riportare informazioni errate, avendo cura comunque di rimanere nei limiti della coerenza richiesta dalla propria storia (fantasy non significa assurdo o «buttato là», tutt’altro). Ma se si sceglie di rimanere nel mondo conosciuto, magari in una grande città, allora occorre attenersi a qualche piccolo accorgimento allo scopo di mantenere il patto di fiducia con il lettore. Per fare un esempio, se decido di ambientare la mia storia a New York, bisogna far sì che chi legge creda davvero di trovarsi a New York. Come si ottiene questo obiettivo?

Conosci ciò di cui scrivi?

Occorre un minimo di ricerca per poter ricostruire i luoghi che fanno da sfondo a ciò che si scrive, e questo vale sia per un’ambientazione generale (la città di Parigi), sia per la descrizione di un posto in particolare (l’interno del museo del Louvre). Non è necessario essere stati personalmente a Parigi o al Louvre: il web ci mette a disposizione una serie infinita di immagini, mappe, informazioni e quant’altro per ricostruire perfettamente un ambiente. Dal mio punto di vista, credo che chiunque possa limitarsi a dire che i suoi personaggi vivono a Parigi e portare avanti tutta la trama senza mai imbarcarsi nella descrizione di un luogo specifico, senza citare il nome di una via e senza menzionare i dettagli di uno spostamento, ma a questo punto o la trama è meravigliosa ed è scritta superbamente, e quindi al lettore va bene così, o dopo un po’ chi legge perderà il contatto con i contenuti del romanzo, reso troppo vago e impersonale dall’assenza di riferimenti concreti. Questa riflessione è stata maturata dalla sottoscritta a seguito di anni (e anni e anni!) di letture, e vi garantisco che la differenza tra un’ambientazione ben ricostruita e una assente l’ho sentita, eccome: spesso fa pendere l’ago della bilancia in maniera decisiva verso la dicitura «libro da consigliare». Anzi, a volte scelgo le mie letture proprio perché desidero leggere qualcosa che mi restituisca un quadro ben fatto di una particolare città, e mi arrabbio se non ritrovo questo aspetto nel romanzo che ho tra le mani.

Vi lascio quindi con alcuni consigli per orientarvi nel costruire l’ambientazione del vostro romanzo. Sono tutti espedienti di cui faccio uso a mia volta, ma non costituiscono una verità universale, non ho mai pensato di essere un’autorità in materia. Questo vuol dire che consigli e approfondimenti sono sempre ben accetti, è dal confronto e dalla discussione che si ha l’occasione di crescere e migliorare. 😉

Porsi le giuste domande…

Anzitutto bisogna chiarire che cosa occorre per definire l’ambientazione generale intorno al protagonista della nostra storia. Sapere che l’azione si svolgerà principalmente in una grande città piuttosto che in una casetta in campagna non è sufficiente. Per definire i dettagli necessari allo sviluppo della trama bisogna cominciare con il porsi le giuste domande. Vi faccio un esempio pratico, ripreso dalla stesura del mio ultimo romanzo, ambientato a Londra. Volevo definire in maniera chiara alcuni aspetti logistici relativi alla protagonista, perciò mi sono posta i seguenti quesiti per chiarire di quali informazioni avrei avuto bisogno:
– la protagonista vive in centro o nelle zone limitrofe?
– lavora in centro? Si reca al lavoro a piedi o usa un mezzo di trasporto?
– esiste un locale o un luogo ricorrente, ad esempio un pub preferito?
– dove abita la sua migliore amica, che pure riveste un ruolo importante nella storia?

Se non conosco la risposta a queste domande, non potrò ricostruire un ambiente realistico, o dovrò interrompermi diverse volte per colmare le lacune. Nel mio caso, avrei dovuto fermarmi immediatamente, poiché nel corso del primo capitolo è prevista la descrizione di uno spostamento sul luogo di lavoro, con relativa ricostruzione del percorso, e di un parco in cui lei si ferma spesso. Vediamo adesso come ho fatto a sviluppare questi due aspetti.

… e trovare le migliori risposte

È la prima cosa che si fa quando si mette piede in una grande città: si guarda una mappa. Non è necessario averne una cartacea, basta una capatina su Google Maps e si può arrivare praticamente ovunque! Che cosa si guarda? Le strade attorno ai luoghi scelti per l’ambientazione, prendendo atto dei locali e dei luoghi di svago presenti nella zona, delle fermate di metro, treni e bus, dei monumenti e di altri punti di interesse. Così facendo, si può facilmente trovare ispirazione e decidere di utilizzare determinati elementi per sviluppare la storia (scegliere un certo ristorante per descrivere il primo appuntamento, optare per una capatina in quel museo che non sapevi esistesse, approfittare della vicinanza di un parco per renderlo luogo di passeggiate meditative del personaggio ecc.). Tra l’altro, grazie a Google Maps potete vedere i punti di interesse sulla cartina, «trasportandovi» virtualmente sul posto e dando uno sguardo a 360 gradi attorno a voi, avendo quindi la possibilità di osservare con i vostri occhi ciò che vi apprestate a descrivere.

Nel mio caso, ho sfruttato le mie conoscenze di Londra, maturate in brevi periodi di vacanza, per scegliere in quale quartiere far abitare la mia protagonista. Ho ricostruito il percorso fino al centro città sfruttando le mie reminiscenze e cercando conferma della fermata del treno alla quale farla scendere sulla mappa dei trasporti londinesi. In seguito, visto che desideravo inventare per lei una sorta di rito mattutino, ho cercato le zone verdi nella zona della stazione, nella fattispecie London Bridge, e ho scoperto l’esistenza dei Potters Fields, un parco molto grazioso presso cui si tengono numerosi eventi culturali. Ecco fatto: il mio personaggio aveva una casa (avevo anche scelto la via), una tratta da percorrere ogni mattina e ogni sera per recarsi in ufficio e un parco preferito dove fermarsi a far colazione, meteo permettendo, s’intende!

Se si conoscono le domande necessarie allo sviluppo dell’ambientazione, trovare le risposte è davvero semplice. A volte può essere utile cercare anche caratteristiche peculiari della zona scelta, curiosità storiche e così via; grazie ai mezzi di comunicazione che abbiamo a disposizione oggi, è quasi divertente! Dopodiché si può decidere di sintetizzare il materiale sotto forma di appunti su un foglio di Words, oppure si può raccogliere in una cartella tutto ciò che si è reperito sul web (fotografie dei luoghi, documenti, volantini ecc.), o ancora ci si può affidare a quelle applicazioni pensate apposta per gli scrittori, che consentono, tra le altre cose, di raccogliere in un unico posto (virtuale) tutta la documentazione necessaria per la stesura del libro, inclusi i link a siti internet. Un esempio potrebbe essere Scrivener, ma visto che l’ho appena scaricato e non ho ancora imparato a usarlo, dovrete aspettare un po’ per conoscere la mia opinione in merito. 😉

Vi è già capitato di dover effettuare delle ricerche per definire l’ambientazione dei vostri libri? Come vi siete organizzati? Se avete delle dritte da condividere, non esitate!

Con un sorriso,
Antonella Arietano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *